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Molti anni fa il militare coincideva con la partenza per la guerra; le guerre, infatti, avvenivano molto frequentemente e le partenze erano sempre più massicce.
La partenza era molto sofferta dalla famiglia, perché spesso la guerra significava, salutarsi per sempre con tutti i familiari.
Si sapeva quando si partiva ma non si sapeva quando si ritornava e se si ritornava.
La partenza per il militare coincideva con il primo allontanamento dalla famiglia.
La madre preparava la valigia ed inseriva nella stessa la poca biancheria che possedeva e dentro a un sacco metteva del pane, del cacio e delle salsicce.
La valigia ben legata da una cordicella per evitare che si aprisse veniva posta dietro la porta e quando arrivava il carretto si partiva.
C’erano tutti i familiari i quali regalavano alcuni spiccioli al ragazzo dicendo: " Pigghiatilli ca ti ponnu serviri ".
All’arrivo del carretto, i familiari lo salutavano con le lacrime agli occhi e l’ultimo ad abbracciare il figlio era il padre che diceva: "Torna prestu".
Finita la guerra, il militare tornava al suo paese e solo allora diventava uomo.
Avere fatto il servizio militare era un’ottima garanzia per tutti, per il datore di lavoro, per la famiglia della fidanzata, per le persone ecc; spesso i matrimoni si celebravano al ritorno del militare.
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