top
logo

Chi è online

 22 visitatori online

Archivio Museo


Marco Scalabrino PDF Stampa E-mail
Scritto da Totò Mirabile   
Venerdì 15 Maggio 2020 13:15

MARCO SCALABRINO

Premio l'Arco della Cultura Lilybetana

Museo Mirabile Marsala

Marco Scalabrino poeta, saggista e traduttore ha tra i suoi principali interessi culturali lo studio del dialetto siciliano, la poesia siciliana, la traduzione in Siciliano e in Italiano di autori stranieri contemporanei e non.

"Il segno linguistico è arbitrario" si legge nel capitolo introduttivo al Corso di linguistica di De Saussure. E il dialetto, usato come lingua poetica da Marco Scalabrino, diventa forma espressiva, rientrando, con le stesse possibilità della lingua nazionale, in una letteratura arbitraria per definizione.

Usare il dialetto come lingua di scrittura, in Scalabrino, diviene una scelta di cultura e di stile, un'operazione che riguarda il letterato colto.

Certe forme linguistiche, create dalla cultura dotta poi si sono “svilite” cadendo in un contesto popolare, in una tessitura dove però si sono conservate creando una sorta di memoria genetica. Con un'operazione colta Scalabrino ripesca tali forme di conservazione, echi di un vissuto originale, le rielabora e le inserisce in un nuovo e più ampio contesto.

Il dialetto si fa dunque lingua inventata, arbitraria, parte importante di un organismo dinamico  a più dimensioni, proprio del concetto linguistico del Novecento, ben lontano dallo storicismo e la sua certezza logica tipica della concezione manzoniana di una lingua unitaria.

Di particolare interesse sono i versi delle due raccolte  “Canzuna, Di vita, Di morti, D’amuri” e “Tempu, palori aschi e maravigghi”.

I versi sono limpidi, sonori, sferzanti, le  parole nude ed essenziali. Sono versi puliti, non appesantiti da barocchismi, lirismi o nostalgie. Ricalcano, quasi unica concessione all’essere siciliano, il paesaggio aspro  dai colori dolorosamente impietosi, “irredimibile” come lo definì Tomasi di Lampedusa,  che caratterizza l’interno della Sicilia. Le masserie abbandonate e dirupate, arse dal sole.

Proprio per la caratteristica dell’essenzialità i versi di Scalabrino possono affrontare con successo  il problema dell’intraducibilità di lingue e dialetti, proponendo versioni in  lingue diverse ma sempre rispettose dei testi tradotti. Troviamo così versioni in inglese, tedesco, spagnolo, italiano che mantengono la stessa incisività del testo siciliano.

Ha pubblicato:

  • PALORI poesie in dialetto siciliano (1997) Documenta 2000.
  • TEMPU palori aschi e maravigghi (2002) Federico editore
  • CANZUNA di vita, di morti, d’amuri (2006) Saperi editore

Ha tradotto in Siciliano testi scelti di:

  • Nat SCAMMACCA,  POEMS PUISII (1999).
  • Enzo BONVENTRE,  OKUSIKSAK e LEONE ASSIRO (2000).
  • Enzo BONVENTRE ,  Charlie Bird Parker e Tupak Yupanqui  (2001).
  • Duncan GLEN,  J. K. ANNAND e Hugh MAC DIARMID, “Trittico scozzese” (2001).

Ha tradotto in Italiano

  • Anthony AFRAGOLA, Feast of the Dead, pubblicato col titolo ”Festa dei Morti e altre storie” (2001).
  • Nelson HOFFMANN,  Eu vivo só Ternuras , pubblicato col titolo “Io vivo di tenerezze” (2002).
vai a capo
Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Maggio 2020 13:19
 

Att.Toto Mirabile


bottom